Tracce dal passato

Dal fondo di cemento grezzo, compatto e poroso come una roccia sedimentaria, emergono le sagome tra sogno e memoria. La composizione si sviluppa verticalmente: nella parte bassa, arcate e profili si delineano attraverso rilievi plastici che catturano la luce , colorati da velature rosa cipria, lavanda, giallo antico, verde acqua — come se il tempo avesse sbiadito ogni intensità cromatica fino alla sua essenza più pura.

Nella zona centrale e superiore, la materia si fa paesaggio caotico e fertile: frammenti di carta, schegge di pigmento, graffi e incisioni costruiscono una trama densa che evoca nuvole basse su una città medievale. Ogni inclusione è un reperto, una traccia di esistenza incorporata nel corpo dell'opera con la stessa naturalezza con cui il tempo incorpora le proprie sedimentazioni nella pietra.

Il telaio bianco dialoga con la superficie, trasformando l'opera in una finestra architettonica su un mondo che non appartiene a nessuna geografia precisa.

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